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Software VTA: come digitalizzare il protocollo SIA con Fitos

Software VTA: come digitalizzare il protocollo SIA con Fitos — guida pratica di Pietro Maroè
Software VTA: come digitalizzare il protocollo SIA con Fitos — guida pratica di Pietro Maroè

Parliamoci da colleghi. Quante VTA hai stampato, firmato e archiviato in carta negli ultimi cinque anni? E quante volte hai dovuto cercare quella di un albero specifico tre anni dopo, perché un cliente chiedeva il follow-up, oppure peggio: perché era arrivata una richiesta dall'avvocato? Per anni anche io ho lavorato così: schede cartacee, fotocamere separate, GPS a parte, e ore di trascrizione la sera. Poi ho deciso che bastava. Un software VTA serio non è una comodità: è uno standard professionale. Fitos, dentro AIS, è quello che oggi uso io e che mette d'accordo le Linee Guida SIA, la nostra responsabilità tecnica, e il tempo che vale meglio della trascrizione.

Il problema vero: il workflow cartaceo non scala

Una VTA fatta bene comprende: anagrafica botanica, geolocalizzazione, dimensioni misurate, descrizione e classificazione di ogni difetto, fotografie georeferenziate, attribuzione della Classe di Propensione al Cedimento (CPC), prescrizioni di intervento, tempistica del controllo successivo. Su una singola scheda cartacea sono 4-6 pagine. Per un censimento di 200 alberi diventano 1.000-1.200 pagine: tre giorni di trascrizione in studio dopo cinque giorni sul campo. E poi la ricerca: provare a recuperare la scheda di un esemplare specifico nel 2023 quando l'archivio cartaceo conta 3.000 alberi.

Quello che rompe il modello è che il dato non è ricercabile, non è confrontabile nel tempo, non è esportabile in un GIS. Una perizia di tre anni fa non si confronta facilmente con quella di oggi. La revisione tra colleghi è quasi impossibile. E quando arriva una richiesta giudiziaria, ricostruire lo storico di un albero richiede settimane.

Fitos: il protocollo SIA digitalizzato

Fitos è il modulo di AIS che digitalizza il protocollo della Società Italiana di Arboricoltura. Quando dico "digitalizza" non intendo "fa la stessa cosa su uno schermo invece che su carta". Intendo che il flusso è stato riprogettato perché la macchina faccia il lavoro ripetitivo e tu faccia il lavoro intelligente. È, di fatto, la valutazione visiva alberi digitale che molti colleghi aspettavano da anni.

Concretamente:

  • Anagrafica precompilata. Selezioni la specie da un database di 2.810+ specie con parametri biomeccanici (MOE, MOR, densità del legno tratta dal Wood Handbook). Hai già il contesto biologico-meccanico prima ancora di iniziare la VTA.
  • Geolocalizzazione automatica. Il GPS del telefono o del tablet registra le coordinate dell'albero quando apri la scheda. Niente più riportare a mano i punti su Google Earth la sera.
  • Difetti strutturati. I difetti non sono campo libero: scegli da una tassonomia conforme alla SIA (carie, cavità, fessure, codominanze, asimmetrie, ecc.) e per ognuno indichi posizione, dimensione, gravità. Niente più sinonimi che impediscono la ricerca.
  • Foto associate al difetto. Scatti la foto dentro la scheda del difetto, è già taggata con coordinate, data e ora, e collegata all'esemplare specifico.

La CPC suggerita automaticamente

La parte più interessante — e quella che inizialmente solleva più dubbi tra i colleghi — è il suggerimento automatico della CPC a partire dai difetti registrati. Lo dico subito: il suggerimento non sostituisce mai la firma del professionista. È esattamente questo il punto.

Fitos applica la matrice ufficiale SIA per attribuire la CPC in base al pattern dei difetti che hai inserito. Quando salvi, il sistema ti propone "CPC suggerita: C". Puoi accettarla o discostartene motivatamente. Se ti discosti, Fitos registra cosa hai cambiato e perché. Questo dà due vantaggi:

  1. Coerenza dell'archivio. Tutte le perizie tue, e di chi lavora con te, partono dalla stessa matrice oggettiva. La differenza tra le valutazioni è motivata, non casuale.
  2. Tracciabilità in contenzioso. Davanti a un giudice o a un consulente d'ufficio, mostrare che ogni scelta diversa dalla matrice è documentata con motivazione tecnica è una difesa molto forte.

La firma sulla relazione finale resta sempre la tua. La responsabilità professionale è sempre tua. Fitos è uno strumento, non un sostituto. Ne parlo in modo più articolato nell'articolo dedicato alla CPC: classe di propensione al cedimento.

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Il vero motore: i dati che dialogano

Il punto che cambia davvero il mestiere è che Fitos non è un software isolato. È un modulo dentro AIS — la piattaforma in cui convivono anche tomografia, pulling test, resistografo, FEM, censimento, monitoraggio satellitare TreeSOS, gestione clienti, fatturazione. Lo stesso albero ha una sola scheda, e tutti gli strumenti scrivono e leggono dentro quella scheda.

Conseguenze pratiche:

  • La VTA che hai fatto a marzo, quando a settembre fai la tomografia, è già lì. Quando vai a verificare la cavità documentata in VTA, il sistema ti propone già il difetto da confermare/correggere.
  • Il pulling test che fai a novembre eredita la geometria della chioma misurata in VTA, evitandoti di rimisurarla.
  • Il rapporto finale aggrega automaticamente VTA + tomografia + pulling test in un unico documento PDF, con le sezioni nell'ordine giusto e tutte le firme tracciate.
  • Quando il proprietario attiva TreeGuard sulla sua chioma, i dati NDVI/NDMI confluiscono nella stessa scheda: una valutazione su singolo albero diventa un dossier vivo che si aggiorna ogni 5 giorni.

Cosa cambia con Areté

Per chi lavora con il Protocollo Areté® (su autorizzazione di Arborete® per chi è certificato), AIS include anche Areté in versione digitale. La metodologia BIP (Bersaglio × Impulso × Pericolo) è implementata fedelmente al protocollo originale. Anche qui: la scheda è la stessa dell'albero, il calcolo Areté legge i dati VTA di Fitos e ne aggiunge i propri.

Per essere chiari sulla licenza: Fitos e Areté sono inclusi in AIS. Non sono moduli a pagamento separato. Chi sottoscrive AIS ha automaticamente accesso a tutti e tre i protocolli digitalizzati (Fitos SIA, Areté®, e tutta la strumentazione integrata).

I 7 moduli di AIS in pillole

  1. Inventario: censimento e anagrafica di tutti i tuoi alberi gestiti.
  2. VTA / Fitos: il protocollo SIA digitalizzato con CPC suggerita.
  3. Areté: il Protocollo Areté® digitalizzato con metodologia BIP.
  4. Tomografia sonica: import diretto dai sistemi PiCUS, ArborSonic3D e altri, sovrapposizione resistografi.
  5. Pulling test: import dei dati PiCUS TreeQinetic in formato .pul, calcolo fattori di sicurezza, gestione direzioni di tiro.
  6. FEM (TreeFEM Solver): analisi a elementi finiti su geometrie reali ricostruite dalla tomografia.
  7. TreeSOS: monitoraggio satellitare integrato Sentinel-2 dal singolo albero al patrimonio urbano.

Per il quadro completo dell'ecosistema, parti dalla pillar Software per la perizia di stabilità degli alberi.

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Cosa NON è Fitos

Per onestà tecnica:

  • Non è un'AI che fa la VTA al posto tuo. È uno strumento di registrazione strutturata e di supporto alla decisione. La VTA la fai tu, sul campo, con i tuoi occhi.
  • Non sostituisce la formazione. Fitos applica la matrice SIA, ma sapere quali difetti registrare e come classificarli richiede formazione e certificazione.
  • Non è gratuito. AIS è un servizio professionale con un canone. Vale quanto costa per chi fa VTA tutti i giorni; per chi ne fa due all'anno, probabilmente non vale.

Approfondisci

Per capire come la VTA si integra con la strumentazione, leggi Pulling test e tomografia integrati. Per il dettaglio sulla CPC e su come Fitos la suggerisce, c'è CPC: classe di propensione al cedimento. Per il quadro completo dell'ecosistema, parti dalla pillar Software per la perizia di stabilità degli alberi.

Domande frequenti

Fitos è un software separato o è dentro AIS?
Fitos è un modulo interno di AIS. Sottoscrivendo AIS hai automaticamente accesso a Fitos (protocollo SIA), Areté (Protocollo Areté® con metodologia BIP), e a tutti gli altri moduli — tomografia, pulling test, FEM, resistografo, TreeSOS. Non ci sono supplementi per i singoli protocolli. È una scelta consapevole: il valore vero è nei dati che dialogano tra moduli, non in moduli separati.
La CPC suggerita automaticamente fa la VTA al posto mio?
No, assolutamente. Fitos applica la matrice ufficiale SIA in base ai difetti che tu hai osservato e registrato sul campo. È un suggerimento, non un verdetto. Puoi discostarti motivatamente e il sistema registra la motivazione. La firma sulla relazione finale, la responsabilità tecnica e la decisione clinica restano sempre dell'arboricoltore.
Funziona offline sul campo dove non c'è copertura?
Sì. AIS Mobile compila le VTA in modalità offline e sincronizza al rientro in copertura. È un requisito di base: in molti sopralluoghi forestali la copertura è zero, e non puoi dipendere dalla connessione. I dati restano sul dispositivo cifrati fino al sync con il backend.
Posso importare le mie vecchie VTA cartacee?
Sì, con due strade. La prima è l'importazione manuale guidata: inserisci anagrafica, difetti principali e CPC dalle schede storiche, salti le foto. Funziona bene per archivi piccoli (qualche centinaio di alberi). La seconda, per archivi più grandi, è l'import strutturato da Excel/CSV con un template che ti forniamo. In entrambi i casi le VTA storiche diventano parte della scheda albero, e da quel momento le nuove perizie si confrontano automaticamente con quelle precedenti.
In caso di causa legale, le perizie redatte in Fitos valgono?
Sì. Una perizia firmata dall'arboricoltore certificato e prodotta in Fitos è un documento tecnico con valore probatorio. Anzi, ha un valore aggiuntivo rispetto alla VTA cartacea: la tracciabilità delle modifiche, la marca temporale di ogni inserimento, la coerenza con il protocollo SIA e l'archivio storico ricercabile sono tutti elementi che rafforzano la prova di diligenza professionale ai sensi dell'art. 2051 c.c.

L'autore

Pietro Maroè è arboricoltore professionista, tree-climber e formatore. È il primo italiano certificato VETcert, board member della Società Italiana di Arboricoltura, e autore di due libri pubblicati da Rizzoli: La timidezza delle chiome (2017) e L'azzurro infinito degli alberi (2018). È founder e presidente di Superalberi S.r.l. a Tarcento (UD), e ha creato l'ecosistema software TreeTech che oggi monitora oltre 233.000 alberi via satellite in Italia e in Europa. Scopri di più su al-beri.com.

Articolo pubblicato il 23 maggio 2026 · Ultima modifica: 23 maggio 2026