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Software VTA: come digitalizzare il protocollo SIA con Fitos

Software VTA: come digitalizzare il protocollo SIA con Fitos — guida pratica di Pietro Maroè
Software VTA: come digitalizzare il protocollo SIA con Fitos — guida pratica di Pietro Maroè

Parliamoci da colleghi. Quante VTA hai stampato, firmato e archiviato in carta negli ultimi cinque anni? E quante volte hai dovuto cercare quella di un albero specifico tre anni dopo, perché un cliente chiedeva il follow-up, oppure peggio: perché era arrivata una richiesta dall'avvocato? Per anni anche io ho lavorato così: schede cartacee, fotocamere separate, GPS a parte, e ore di trascrizione la sera. Poi ho deciso che era giunto il momento di cambiare. Un software VTA serio è una necessità: serviva qualcosa fatto non da big tech che non sanno a cosa si va incontro quando si lavora in campo. Servia qualcosa sviluppato non "con" ma "da" chi lo fa quotidianamente. Fitos e Aretè, dentro AIS, sono quello che oggi uso e che mette d'accordo le Linee Guida SIA, la nostra responsabilità tecnica, e il tempo chh dedico ad ogni albero.

Il problema vero: il workflow cartaceo non scala

Una VTA fatta bene comprende: anagrafica botanica, geolocalizzazione, dimensioni misurate, descrizione e classificazione di ogni difetto, fotografie georeferenziate, attribuzione della Classe di Propensione al Cedimento (CPC), prescrizioni di intervento, tempistica del controllo successivo. Su una singola scheda cartacea avevo 160 parametri. Per un censimento di 1000 alberi diventano 160.000 parametri da trascrivere: un inferno alla scrivania. E poi, recuperare la scheda di un esemplare specifico nel 2014 quando l'archivio cartaceo conta migliaia di alberi diventa il celebre ago nel pagliaio.

Quello che rompe il modello è che il dato non è ricercabile, non è confrontabile nel tempo, non è esportabile in un GIS. Una perizia di tre anni fa non si confronta facilmente con quella di oggi. La revisione tra colleghi è quasi impossibile: difetti diversi, pesi diversi. E quando arriva una richiesta giudiziaria, ricostruire lo storico di un albero richiede settimane.

Fitos: il protocollo SIA digitalizzato

Fitos è il modulo di AIS che digitalizza il protocollo della Società Italiana di Arboricoltura. Quando dico "digitalizza" non intendo "fa la stessa cosa su uno schermo invece che su carta". Intendo che il flusso è stato riprogettato perché la macchina faccia il lavoro ripetitivo e noi tecnici il lavoro intelligente. È, di fatto, la valutazione visiva alberi digitale che molti colleghi aspettavano da anni.

Concretamente:

  • Anagrafica precompilata. Selezioni la specie da un database di 2.800 specie con parametri biomeccanici: hai già il contesto biologico-meccanico prima ancora di iniziare la VTA.
  • Geolocalizzazione automatica. Il GPS del telefono o del tablet registra le coordinate dell'albero quando apri la scheda. Niente più riportare a mano i punti di maps la sera.
  • Difetti strutturati. I difetti non sono campo libero: scegli da una tassonomia uniforme e pe ogni porzione anatomica giudichi la gravità dei difetti che hai tovato in una scala da 0 a 4.
  • Foto agganciate alla pianta. Scatti più foto dalla scheda dell'albero, restano archiviate insieme alla scheda e geolocalizzate perché lo è la pianta. Le stesse foto sono richiamabili dagli altri moduli, ad esempio nello scontornamento della chioma in AIS senza dover trasferire nulla a mano.

La CPC suggerita automaticamente

La parte più interessante (e quella che inizialmente solleva più dubbi tra i colleghi) è il suggerimento automatico della CPC a partire dai difetti registrati. Lo dico subito: il suggerimento non sostituisce mai la firma del professionista. È esattamente questo il punto.

Fitos applica i criteri del Protocollo SIA sulla Valutazione di Stabilità degli Alberi per attribuire la CPC in base allo stato fitosanitario e meccanico che hai registrato. Quando salvi, il sistema ti propone "CPC suggerita: C". Puoi accettarla o discostartene motivatamente. Se ti discosti, Fitos registra cosa hai cambiato e perché. Questo dà due vantaggi:

  1. Coerenza dell'archivio. Tutte le tue valutazioni, e quelle di chi lavora con te, partono dagli stessi criteri oggettivi. La differenza tra le valutazioni è motivata, non casuale.
  2. Tracciabilità in contenzioso. Davanti a un giudice o a un consulente d'ufficio, mostrare che ogni scelta diversa dal suggerimento è documentata con motivazione tecnica è una difesa molto forte.

La firma sulla relazione finale resta sempre la tua. La responsabilità professionale è sempre tua. Fitos è uno strumento, non un sostituto. Ne parlo in modo più articolato nell'articolo dedicato alla CPC: classe di propensione al cedimento.

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Il vero motore: i dati che dialogano

Il punto che cambia davvero il mestiere è che Fitos non è un software isolato. È un modulo dentro AIS,la piattaforma in cui convivono anche tomografia, pulling test, resistografo, FEM e monitoraggio satellitare TreeSOS. Lo stesso albero ha una sola scheda, e tutti gli strumenti scrivono e leggono dentro quella scheda.

Conseguenze pratiche:

  • La VTA che hai fatto a marzo, quando a settembre fai la tomografia, è già lì: apri la scheda dell'albero e ritrovi difetti, biometria, foto e CPC dal rilievo precedente, sotto i tuoi occhi mentre interpreti la sezione tomografica.
  • Il pulling test che fai a novembre eredita la geometria della chioma scontornata in AIS (superficie esposta al vento, centro di gravità, diametro chioma) evitandoti di rimisurarla.
  • Tomografia, pulling test, resistografo, FEM e VTA scrivono e leggono dentro la stessa scheda albero: una geometria misurata una volta sola, una direzione di tiro registrata una volta sola, una sovrapposizione di risultati che diventa la base documentale strutturata da cui il professionista redige e firma la sua perizia.
  • TreeSOS, integrato dentro AIS, aggiunge alla stessa scheda il monitoraggio satellitare Sentinel-2 ogni 5 giorni con indici NDVI e NDMI: la valutazione di un singolo albero diventa un dossier che continua a vivere tra una visita e l'altra.

Cosa cambia con Areté

Per chi lavora con il Protocollo Areté® (modulo su autorizzazione di Arborete®), AIS include anche Areté in versione digitale. La metodologia BIP (Bersaglio × Impulso × Pericolo) è implementata fedelmente al protocollo originale. Anche qui: la scheda è la stessa dell'albero, il calcolo Areté legge i dati VTA di Fitos e ne aggiunge i propri e il tutto confluisce in AIS per gli approfondimenti diagnostici.

Per essere chiari sulla licenza: Fitos e Areté sono inclusi in AIS. Non sono moduli a pagamento separato. Chi sottoscrive AIS ha automaticamente accesso a tutti e tre i protocolli digitalizzati (AIS secondo il livello di abbonamento,Fitos e Areté®).

I moduli di AIS in pillole

AIS è un'unica piattaforma con otto moduli interni, ognuno dedicato a una parte del lavoro. Lavorano sulla stessa scheda albero e si scambiano i dati senza esportazioni manuali.

  1. Settings: la scheda albero centrale che contiene specie con proprietà meccaniche del legno, biometria (DBH, altezza, ampiezza chioma), GPS, scontorno chioma con superficie e centro di gravità, parametri del vento di progetto.
  2. Safety Factor: calcolo del fattore di sicurezza di base e in scenari combinati con tomografia e prova di trazione.
  3. Pulling Test: import dei dati grezzi PiCUS TreeQinetic e file .pul del Fakopp, regressione sforzo–deformazione, fattori di sicurezza separati per stabilità della zolla e resistenza del tronco.
  4. Tomography: import dei file nativi .pit del PiCUS (tomografia sonica) e .trt del PiCUS TreeTronic (tomografia elettrica), PNG per Fakopp, mappa di velocità pixel-per-pixel, momento resistente della sezione, fattore di sicurezza al vento di progetto.
  5. Resistograph: import dei file .rgp di IML-RESI, selezione delle regioni del tracciato e proiezione sulla mappa tomografica quando le due prove sono state eseguite sulla stessa sezione.
  6. TreeFEM: analisi a elementi finiti su geometrie reali ricostruite dalla mesh fotogrammetrica o tramite laser scanner.
  7. TreeSOS: monitoraggio satellitare Sentinel-2 ogni 5 giorni con indici NDVI e NDMI, dal singolo albero al patrimonio urbano.
  8. Traffic Risk: analisi del bersaglio stradale dalle coordinate dell'albero.

Per il quadro completo dell'ecosistema, parti da Software per la perizia di stabilità degli alberi.

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Cosa NON è Fitos

Per onestà tecnica:

  • Non è un'AI che fa la VTA al posto tuo. È uno strumento di registrazione strutturata e di supporto alla decisione. La VTA la fai tu, sul campo, con i tuoi occhi.
  • Non sostituisce la formazione. Fitos applica i criteri del Protocollo SIA, ma sapere quali difetti registrare e come classificarli richiede formazione.
  • Non è gratuito. AIS è un servizio professionale con un canone. È per chi fa VTA tutti i giorni; per chi ne fa due all'anno, probabilmente non vale la pena.

Approfondisci

Per capire come la VTA si integra con la strumentazione, leggi Pulling test e tomografia integrati. Per il dettaglio sulla CPC e su come Fitos la suggerisce, c'è CPC: classe di propensione al cedimento. Per il quadro completo dell'ecosistema, parti da Software per la perizia di stabilità degli alberi.

Domande frequenti

Fitos è un software separato o è dentro AIS?
Fitos è un modulo interno di AIS. Sottoscrivendo AIS hai automaticamente accesso a Fitos (protocollo SIA), Areté (Protocollo Areté® con metodologia BIP), e a tutti gli altri moduli tomografia, pulling test, FEM, resistografo, TreeSOS a seconda del livello di abbonamento (è inutile prendere il modulo dei pulling test se non ne fai mai)
La CPC suggerita automaticamente fa la VTA al posto mio?
No, assolutamente. Fitos applica i criteri del Protocollo SIA in base ai difetti che tu hai osservato e registrato sul campo. È un suggerimento, non un verdetto. Puoi discostarti motivatamente e il sistema registra la motivazione. La firma sulla relazione finale, la responsabilità tecnica e la decisione clinica restano sempre dell'arboricoltore.
Funziona offline sul campo dove non c'è copertura?
Sì: compili VTA, foto e georeferenziazione anche senza connessione. Tutto resta in locale sul dispositivo in una coda di sincronizzazione e viene inviato al backend automaticamente al rientro in copertura. È un requisito di base: in molti sopralluoghi la copertura è zero, e non puoi dipendere dalla connessione.
Posso importare le mie vecchie VTA cartacee?
Sì, con due strade. La prima è l'importazione manuale guidata: inserisci anagrafica, difetti principali e CPC dalle schede storiche, salti le foto. Funziona bene per archivi piccoli (qualche centinaio di alberi). La seconda, per archivi più grandi, è l'import strutturato da Excel/CSV con un template che ti forniamo. In entrambi i casi le VTA storiche diventano parte della scheda albero, e da quel momento le nuove valutazioni si confrontano con quelle precedenti dentro la stessa scheda.
In contenzioso, lo storico Fitos vale come documentazione di supporto?
Una perizia firmata dal professionista abilitato è un documento tecnico con valore probatorio. È uno degli elementi che la giurisprudenza considera per dimostrare la diligenza del proprietario o del custode ai sensi dell'art. 2051 c.c. Fitos non produce la perizia: ne è la base documentale strutturata. Tracciabilità delle modifiche, marca temporale di ogni inserimento, coerenza con il protocollo SIA e archivio storico ricercabile sono elementi che rafforzano la prova di diligenza professionale a corredo della perizia che il valutatore redige e firma.

L'autore

Pietro Maroè è arboricoltore professionista, agrotecnico, tree-climber e formatore. È il primo italiano certificato VETcert, board member della Società Italiana di Arboricoltura, e autore di due libri pubblicati da Rizzoli: La timidezza delle chiome (2017) e L'azzurro infinito degli alberi (2018). È founder e presidente di Superalberi S.r.l. a Tarcento (UD), e ha creato l'ecosistema software TreeTech che oggi monitora oltre 233.000 alberi via satellite in Italia e in Europa. Scopri di più su al-beri.com.

Articolo pubblicato il 23 maggio 2026 · Ultima modifica: 23 maggio 2026