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CPC: Classe di Propensione al Cedimento, come funziona davvero

CPC: Classe di Propensione al Cedimento, come funziona davvero — guida pratica di Pietro Maroè
CPC: Classe di Propensione al Cedimento, come funziona davvero — guida pratica di Pietro Maroè

La CPC — Classe di Propensione al Cedimento — è il numero (anzi: la lettera) più importante che usciva, e continua a uscire, da ogni mia VTA. È il modo con cui sintetizziamo in una scala discreta (A, B, C, C/D, D) la valutazione complessiva sullo stato di stabilità di un albero secondo il protocollo SIA. Sembra una cosa semplice: A è perfetto, D è da abbattere. In realtà è più sofisticata di così, e una buona parte del lavoro professionale sta nel saperla attribuire bene. Fitos, dentro AIS, la suggerisce automaticamente — ma la firma è sempre tua, e i casi in cui ti discosti dal suggerimento sono spesso i più importanti.

Cos'è la CPC e perché è centrale nella VTA

La CPC esprime la probabilità che l'albero ceda nell'arco temporale di riferimento (tipicamente i due-tre anni successivi al sopralluogo, in assenza di interventi). Le classi previste dalle Linee Guida SIA sono cinque:

  • CPC A — Propensione bassissima. Albero in ottime condizioni, controllo successivo a 3-5 anni.
  • CPC B — Propensione bassa. Difetti minori, controllo a 2-3 anni.
  • CPC C — Propensione moderata. Difetti significativi che non compromettono ancora la stabilità ma richiedono attenzione. Controllo a 1-2 anni, eventuali interventi mirati.
  • CPC C/D — Propensione elevata. Difetti seri, accertamenti strumentali raccomandati. Controllo a 6-12 mesi, interventi probabili.
  • CPC D — Propensione altissima. Albero a rischio nell'arco di mesi, abbattimento o intervento radicale.

La CPC è il dato che il committente legge per primo, è quello che entra nei capitolati, è quello che un giudice cita nelle sentenze sull'art. 2051 c.c. Per questo deve essere robusta e difendibile.

Come si calcola la CPC manualmente

Le Linee Guida SIA prevedono una matrice che combina i difetti rilevati in VTA secondo tre dimensioni:

  1. Gravità del difetto (lieve, moderata, grave).
  2. Localizzazione del difetto (colletto, fusto basso, fusto alto, branche).
  3. Numerosità dei difetti (singolo, multipli concorrenti).

L'arboricoltore esperto, dopo anni di VTA, applica la matrice in modo quasi automatico. La difficoltà sta nei casi in cui i difetti sono molti e di natura diversa: una piccola carie al colletto + una codominanza con inclusione di corteccia a 3 m + una cavità apicale, presi singolarmente sarebbero ognuno un CPC C, ma combinati possono diventare C/D. La matrice SIA aiuta, ma l'integrazione clinica resta soggettiva.

Il limite del calcolo manuale

Tre arboricoltori che valutano lo stesso albero possono onestamente arrivare a tre CPC diverse — non perché qualcuno sbagli, ma perché la combinazione clinica dei difetti è interpretazione professionale. Questo è ottimo da un punto di vista tecnico (il giudizio esperto vale), ma crea problemi di coerenza di archivio: lo stesso albero, dopo cinque anni e con due tecnici diversi, può avere una traiettoria CPC apparentemente discontinua semplicemente per variabilità d'osservatore.

In più, in censimenti grandi (es. su scala di patrimonio comunale, dove un singolo arboricoltore segue migliaia di alberi) la fatica cognitiva influenza inevitabilmente la coerenza: la CPC del decimo albero della giornata può essere più rigorosamente attribuita di quella del trecentesimo.

Come Fitos suggerisce la CPC

Fitos applica la matrice SIA come un calcolatore: prende i difetti che hai registrato (con gravità, localizzazione, numerosità) e attribuisce la CPC che la matrice prescriverebbe in quel pattern. Lo chiama "CPC suggerita". Quando salvi la VTA, vedi il suggerimento e puoi accettarlo o discostartene.

I vantaggi concreti:

  • Coerenza di archivio. Tutti gli alberi censiti dallo stesso professionista (e da tutti i suoi collaboratori) partono dalla stessa matrice. La traiettoria pluriennale è confrontabile.
  • Velocità. Su grandi numeri, il suggerimento toglie ai professionisti la fatica cognitiva dei casi "ordinari" e li lascia concentrare sui casi "clinici".
  • Tracciabilità. In contenzioso, mostrare che la CPC è coerente con la matrice SIA è una difesa molto forte.

Quando discostarsi dal suggerimento

Questa è la parte importante. Il suggerimento non è una sentenza. Ci sono almeno tre situazioni in cui l'arboricoltore esperto deve, motivatamente, scegliere una CPC diversa:

  1. Contesto biomeccanico specifico. Una Populus nigra con cavità apicale ha rischio strutturale superiore alla stessa cavità su un Quercus robur: il pioppo è specie a rapida degradazione del legno, la quercia compartimenta meglio. La matrice SIA non distingue per specie a questo livello; l'arboricoltore esperto sì.
  2. Storia recente dell'albero. Eventi meteo estremi recenti, lavori edili vicini, traumi documentati ma non ancora cicatrizzati — sono fattori contestuali che giustificano una CPC più severa di quanto la matrice prescriverebbe.
  3. Sospetti non ancora confermati. Se vedi un sospetto di carie radicale ma non hai ancora la conferma strumentale, può essere prudente alzare la CPC e prescrivere indagini, piuttosto che fermarsi al suggerimento automatico più benevolo.

Ogni volta che ti discosti, Fitos registra la motivazione che inserisci. Nel rapporto finale appare sia la CPC suggerita sia quella attribuita, con la nota tecnica.

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CPC suggerita, ma firma sempre tua

Fitos digitalizza la matrice SIA in modo trasparente. La CPC viene suggerita, ma puoi sempre discostartene con motivazione tecnica registrata. Trenta giorni di prova gratuita inclusi.

La responsabilità professionale resta sempre dell'arboricoltore

Voglio essere molto chiaro su questo punto, perché è stato il motivo della maggior parte dei dubbi che mi hanno espresso i colleghi quando ho iniziato a distribuire Fitos. Il software non firma. Il software non si presenta in tribunale. Il software non risponde all'art. 2051 c.c. Lo fa l'arboricoltore, con la sua certificazione, la sua assicurazione professionale, la sua reputazione.

Quello che fa Fitos è darti uno strumento che applica in modo coerente la matrice SIA — una procedura che hai già accettato come standard della tua categoria — e ti libera dalla fatica di rifarla mentalmente su ogni albero. Il tempo che recuperi lo puoi spendere meglio: sull'osservazione clinica, sulla relazione, sul cliente.

Coerenza pluriennale: il vantaggio meno ovvio

Una cosa che si apprezza dopo qualche anno di uso è la coerenza pluriennale dell'archivio. Quando rivedi un albero a tre anni di distanza, Fitos confronta la CPC attribuita oggi con quella del 2023 e con tutti i passaggi intermedi. Se nel 2023 era B, nel 2024 è diventato C, e oggi è C/D, vedi una traiettoria. Senza Fitos, le tre VTA potevano essere fatte da tre persone diverse, con tre approcci leggermente diversi, e la traiettoria sarebbe stata "sporcata" dalla variabilità d'osservatore. Con Fitos, la matrice è la stessa, quindi le differenze tra anni riflettono cambiamenti reali dell'albero, non oscillazioni della soggettività.

Su un patrimonio comunale di 30.000 alberi (l'ordine di grandezza di città come Prato, vedi Gestione del patrimonio arboreo urbano), questo cambia la gestione: dove prima vedevi solo "fotografie istantanee", oggi vedi tendenze. Gli alberi che peggiorano da soli si auto-evidenziano nei report.

Approfondisci

Per il dettaglio sul software VTA digitalizzato, leggi Software VTA. Per come la CPC entra nei calcoli di fattore di sicurezza, c'è Fattore di sicurezza: calcolo. Per il quadro completo dell'ecosistema AIS, parti dalla pillar Software per la perizia di stabilità degli alberi.

Domande frequenti

La CPC suggerita da Fitos è quella ufficiale SIA?
Sì. Fitos applica la matrice ufficiale delle Linee Guida SIA, alla versione corrente. Se le Linee Guida vengono aggiornate, l'algoritmo viene aggiornato di conseguenza e tutti gli utenti ricevono l'aggiornamento. Il suggerimento è quindi conforme al protocollo professionale che la categoria ha adottato come standard.
Posso modificare la CPC dopo che il rapporto è stato firmato?
No, una VTA firmata digitalmente è immutabile, esattamente come una su carta. Quello che puoi fare è emettere una revisione: un nuovo documento che cita il precedente, motiva la modifica e produce una nuova CPC. La versione precedente resta nell'archivio storico — come deve essere — perché la tracciabilità delle modifiche è parte della prova di diligenza in caso di contenzioso.
Per attribuire la CPC è obbligatorio fare anche tomografia o pulling test?
No, non sempre. La CPC nasce dalla VTA visiva, integrata eventualmente con indagini strumentali quando i sospetti lo richiedono. La matrice SIA prevede che la CPC ordinaria si attribuisca su base visiva, e si aggiorni a posteriori se le indagini strumentali rivelano elementi diversi. Spesso una VTA ben fatta è sufficiente; le indagini strumentali entrano in gioco quando ci sono carpofori, cavità importanti, o quando la criticità contestuale (zona di tiro alta) richiede una verifica più rigorosa.
Una CPC C/D obbliga a un intervento immediato?
Non automaticamente. Il CPC C/D segnala propensione elevata e richiede accertamenti strumentali entro un tempo breve (di norma 6-12 mesi) e prescrizioni di intervento basate sui risultati. Le prescrizioni possono andare dall'alleggerimento della chioma (riduzione dell'area esposta al vento), al consolidamento dinamico tra le branche, fino alla rimozione se le indagini confermano un fattore di sicurezza sotto soglia. La CPC C/D è un campanello d'allarme, non una sentenza definitiva.
Posso esportare il dossier completo CPC + difetti + foto in PDF firmato?
Sì. AIS genera un PDF unico con: anagrafica botanica, dimensioni misurate, tutti i difetti registrati con foto, CPC suggerita e CPC attribuita (con motivazione se diverse), eventuali allegati di tomografia e pulling test, prescrizioni di intervento, firma digitale con marca temporale qualificata. È il formato che porti in causa, alleghi a un capitolato, consegni al committente.

L'autore

Pietro Maroè è arboricoltore professionista, tree-climber e formatore. È il primo italiano certificato VETcert, board member della Società Italiana di Arboricoltura, e autore di due libri pubblicati da Rizzoli: La timidezza delle chiome (2017) e L'azzurro infinito degli alberi (2018). È founder e presidente di Superalberi S.r.l. a Tarcento (UD), e ha creato l'ecosistema software TreeTech che oggi monitora oltre 233.000 alberi via satellite in Italia e in Europa. Scopri di più su al-beri.com.

Articolo pubblicato il 23 maggio 2026 · Ultima modifica: 23 maggio 2026