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CPC: Classe di Propensione al Cedimento, come funziona davvero

CPC: Classe di Propensione al Cedimento, come funziona davvero — guida pratica di Pietro Maroè
CPC: Classe di Propensione al Cedimento, come funziona davvero — guida pratica di Pietro Maroè

La CPC (Classe di Propensione al Cedimento) è il numero (anzi: la lettera) più importante che usciva, da ogni mia VTA, oggi parzialmente sostituita dal protocollo Aretè. È il modo con cui sintetizziamo in una scala discreta (A, B, C, C/D, D) la valutazione complessiva sullo stato di stabilità di un albero secondo il protocollo SIA. Sembra una cosa semplice: A è privo di difetti significativi, D è da abbattere. In realtà è più sofisticata di così, e una buona parte del lavoro professionale sta nel saperla attribuire bene. Fitos, dentro AIS, la suggerisce automaticamente, ma la firma è sempre tua, e i casi in cui ti discosti dal suggerimento sono spesso i più importanti.

Cos'è la CPC e perché è centrale nella VTA

La CPC esprime la probabilità che l'albero non ceda nel tempo di ricontrollo previsto. Le classi previste dal Protocollo SIA sulla Valutazione di Stabilità degli Alberi sono:

  • CPC A — Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, non manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a cinque anni. Controllo successivo solitamente a 5 anni.
  • CPC B — Propensione bassa. Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti lievi, riscontrabili con il controllo visivo ed a giudizio del tecnico con indagini strumentali, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero non si sia sensibilmente ridotto.Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a tre anni. l’eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico. Controllo a 3 anni.
  • CPC C — Propensione moderata. Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a due anni.L’eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico. Questo avrà comunque una cadenza temporale non superiore a due anni. Per questi soggetti il tecnico incaricato può progettare un insieme di interventi colturali finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e qualora realizzati potrà modificare la classe di pericolosità dell’albero. Controllo a 1-2 anni, eventuali interventi mirati.
  • CPC C/D — Propensione elevata. Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia drasticamente ridotto.Per questi soggetti, il tecnico incaricato deve assolutamente indicare dettagliatamente un’insieme di interventi colturali. Tali interventi devono essere finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e devono essere compatibili con le buone pratiche arboricolturali. Qualora realizzati, il tecnico valuterà la possibilità di modificare la classe di pericolosità dell’albero. Nell’impossibilità di effettuare i suddetti interventi l’albero è da collocare tra i soggetti di classe D.
  • CPC D — Propensione Estrema. Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali.* Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ormai esaurito.Per questi soggetti, le cui prospettive future sono gravemente compromesse, ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente o realizzabile con tecniche contrarie alla buona pratica dell’arboricoltura.Le piante appartenenti a questa classe devono, quindi, essere abbattute.

La CPC è il dato che il committente legge per primo, è quello che entra nei capitolati, è quello che un giudice cita nelle sentenze sull'art. 2051 c.c. Per questo deve essere robusta e difendibile.

Come si calcola la CPC

Attribuire un classe a un albero intero senza un metodo porta lo stesso valutatore a dare giudizi diversi ad alberi che presentano difetti simili. Questo si traduce in una scarsa replicabilità del giudizio e quindi a una invalidità potenziale della stessa perizia. Uno dei metodi più diffusi per calmierare i risultati tra professionisti diversi è il seguente è la seguente matrice:

  1. Gravità del difetto (lieve, moderata, grave).
  2. Localizzazione del difetto (radici, colletto, fusto, castello e branche principali, rami).
  3. Numerosità dei difetti (singolo, multipli concorrenti).

L'arboricoltore esperto, dopo anni di VTA, applica la matrice in modo quasi automatico. La difficoltà sta nei casi in cui i difetti sono molti e di natura diversa: una piccola carie al colletto + una codominanza con inclusione di corteccia a 3 m + una cavità , presi singolarmente sarebbero ognuno un CPC B o C, ma combinati possono diventare C/D. La matrice SIA aiuta, ma l'integrazione clinica resta molto soggettiva.

Il limite del calcolo manuale

Tre arboricoltori che valutano lo stesso albero possono onestamente arrivare a tre CPC diverse, non perché qualcuno sbagli, ma perché la combinazione clinica dei difetti è soggetta all' interpretazione personale: per qualcuno lo stesso difetto è più significativo, per alti è trascurabile. Questo è ottimo da un punto di vista tecnico (il giudizio esperto vale), ma crea problemi di coerenza di archivio: lo stesso albero, dopo cinque anni e con due tecnici diversi, può avere una traiettoria CPC apparentemente discontinua semplicemente per variabilità d'osservatore.

In più, in censimenti grandi (es. su scala di patrimonio comunale, dove un singolo arboricoltore segue migliaia di alberi) la fatica cognitiva influenza inevitabilmente la coerenza: la CPC del cinquantesimo albero della giornata può essere meno rigorosa di quella del terzo.

Come Fitos suggerisce la CPC

Fitos applica la matrice come un calcolatore: prende i difetti che hai registrato (con gravità, localizzazione) e attribuisce la CPC che la matrice prescriverebbe in quel pattern. Lo chiama "CPC suggerita". Quando salvi la VTA, vedi il suggerimento e puoi accettarlo o discostartene.

I vantaggi concreti:

  • Coerenza di archivio. Tutti gli alberi censiti dallo stesso professionista (e da tutti i suoi collaboratori) partono dalla stessa matrice. La traiettoria pluriennale è confrontabile.
  • Velocità. Un sistema digitalizzato che da questo suggerimento restituisce confidenza al tecnico poco esperto e diventa uno strumento di dialogo per il tecnico esperto, incoraggiando riflessione e revisione dei risultati per capire "come mai non siamo d'accordo?".
  • Tracciabilità. In contenzioso, mostrare che la CPC viene attribuita dopo una revisione sistematica del sistema con cui il professionista si può mostrare in accordo o in disaccordo, aiuta a rafforzare la posizone presa e la classe di propenzione al cedimento attribuita.

Quando discostarsi dal suggerimento

Questa è la parte importante. Il suggerimento non è una sentenza. Ci sono almeno tre situazioni in cui il professionista deve, motivatamente, scegliere una CPC diversa:

  1. Contesto biomeccanico specifico. Una Populus nigra con cavità basale ha rischio strutturale superiore alla stessa cavità su un Quercus robur: il pioppo è specie a rapida degradazione del legno, la quercia compartimenta meglio. Fitos non distingue per specie a questo livello; l'arboricoltore esperto sì.
  2. Storia recente dell'albero. Eventi meteo estremi recenti, lavori edili vicini, traumi documentati, ma non ancora cicatrizzati, sono fattori contestuali che giustificano una CPC più severa di quanto la matrice prescriverebbe.
  3. Sospetti non ancora confermati. Se vedi un sospetto di carie radicale ma non hai ancora la conferma strumentale, può essere prudente alzare la CPC e prescrivere indagini, piuttosto che fermarsi al suggerimento automatico più benevolo.

Ogni volta che ti discosti, Fitos registra la motivazione che inserisci. Nel rapporto finale appare sia la CPC suggerita sia quella attribuita, con la nota tecnica.

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CPC suggerita, ma firma sempre tua

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La responsabilità professionale resta sempre dell'arboricoltore

Voglio essere molto chiaro su questo punto, perché è stato il motivo della maggior parte dei dubbi che mi hanno espresso i colleghi quando ho iniziato a distribuire Fitos. Il software non firma. Il software non si presenta in tribunale. Il software non risponde all'art. 2051 c.c. Lo fail tecnico abilitato, con la sua certificazione, la sua assicurazione professionale, la sua reputazione.

Quello che fa Fitos è darti uno strumento che applica in modo coerente i difetti assegnati e la loro gravitàper calcolare una CPC e ti libera dalla fatica di rifarla mentalmente su ogni albero. Il tempo che recuperi lo puoi spendere meglio: sull'osservazione clinica più approfondita, sulla relazione, sul cliente.

Coerenza pluriennale: il vantaggio meno ovvio

Una cosa che si apprezza dopo qualche anno di uso è la coerenza pluriennale dell'archivio. Quando rivedi un albero a tre anni di distanza, l'output è immediatamente confrontabile con quello della volta precedente, per capire cosa è cambiato, se i difetti sono stati gli stessi o se sono emerse delle novità.

Approfondisci

Per il dettaglio sul software VTA digitalizzato, leggi Software VTA. Per come la CPC entra nei calcoli di fattore di sicurezza, c'è Fattore di sicurezza: calcolo. Per il quadro completo dell'ecosistema AIS, parti da Software per la perizia di stabilità degli alberi.

Domande frequenti

La CPC suggerita da Fitos riflette le CPCSIA?
Sì. Fitos applica le stesse CPC del protocollo SIA. Il suggerimento è quindi conforme al protocollo professionale che la categoria ha adottato come standard.
Posso modificare la CPC dopo che il rapporto è stato firmato?
No, una VTA firmata digitalmente è immutabile, esattamente come una su carta. Quello che puoi fare è emettere una revisione: un nuovo documento che cita il precedente, motiva la modifica e produce una nuova CPC. La versione precedente resta nell'archivio storico perché la tracciabilità delle modifiche è parte della prova di diligenza in caso di contenzioso.
Per attribuire la CPC è obbligatorio fare anche tomografia o pulling test?
No, non sempre. La CPC nasce dalla VTA visiva, integrata eventualmente con indagini strumentali quando i sospetti lo richiedono. La SIA prevede che la CPC ordinaria si attribuisca su base visiva, e si aggiorni a posteriori se le indagini strumentali rivelano elementi diversi. Spesso una VTA ben fatta è sufficiente; le indagini strumentali entrano in gioco quando ci sono carpofori, cavità importanti, o quando la criticità contestuale (bersaglio) richiede una verifica più rigorosa.
Una CPC C/D obbliga a un intervento immediato?
Non automaticamente. Il CPC C/D segnala propensione elevata e richiede accertamenti strumentali entro un tempo breve (di norma 6-12 mesi) e prescrizioni di intervento basate sui risultati. Le prescrizioni possono andare dall'alleggerimento della chioma, al consolidamento dinamico tra le branche, fino alla rimozione se le indagini confermano un fattore di sicurezza sotto soglia. La CPC C/D è un campanello d'allarme, non una sentenza definitiva.
Posso esportare il dossier completo CPC + difetti + foto in PDF firmato?
Sì. Fitos genera un PDF unico con: anagrafica botanica, dimensioni misurate, tutti i difetti registrati con foto, CPC suggerita e CPC attribuita, prescrizioni di intervento e rischio. È il formato che porti in causa, alleghi a un capitolato, consegni al committente.

L'autore

Pietro Maroè è arboricoltore professionista, agrotecnico, tree-climber e formatore. È il primo italiano certificato VETcert, board member della Società Italiana di Arboricoltura, e autore di due libri pubblicati da Rizzoli: La timidezza delle chiome (2017) e L'azzurro infinito degli alberi (2018). È founder e presidente di Superalberi S.r.l. a Tarcento (UD), e ha creato l'ecosistema software TreeTech che oggi monitora oltre 233.000 alberi via satellite in Italia e in Europa. Scopri di più su al-beri.com.

Articolo pubblicato il 23 maggio 2026 · Ultima modifica: 23 maggio 2026