Guida per proprietari · TreeGuard

Il mio albero è pericoloso?
la guida del proprietario

Tiglio adulto in giardino privato con fessure visibili al colletto: il mio albero è pericoloso?
Un tiglio di trent'anni con fessurazione radiale al colletto. Il proprietario non se ne era mai accorto.

Era un mattino di agosto in Friuli. Il proprietario mi chiamò perché aveva sentito un crepitio dal grande tiglio del giardino, di notte, e poi più nulla. Quando arrivai l'albero era ancora in piedi, sano in apparenza, ma alla base del fusto correva una fessura sottile che nessuno aveva mai notato, larga forse due dita, profonda chissà quanto. Quel pomeriggio scoprimmo che il fusto era cavo per quasi due metri di lunghezza interna. L'albero sarebbe caduto entro l'inverno. Il proprietario, quando glielo dissi, mi guardò e fece una domanda che ho sentito centinaia di volte in trent'anni: «ma allora, il mio albero è pericoloso?».

La verità è che la pericolosità di un albero non è una proprietà fissa come il colore degli occhi. È un equilibrio dinamico fra forze che agiscono dall'esterno, struttura interna del legno e capacità della pianta di reagire ai danni. Un albero che oggi è perfettamente sicuro può non esserlo più tra dodici mesi, e nessuno ti avverte. Le foglie continueranno a uscire in primavera anche su un tronco cariato. Per questo monitorare un albero non è mai un'azione una tantum: è una pratica continua, una conversazione che il proprietario apre con la pianta e che non si chiude mai davvero.

In questa guida raccolgo quello che insegno da anni ai miei clienti privati. Cosa puoi vedere tu, cosa serve un occhio addestrato per vedere, cosa neanche l'arboricoltore migliore riesce a vedere senza strumenti. E cosa, fino a pochi anni fa, non si poteva proprio vedere — finché i satelliti hanno cominciato a guardare i nostri alberi dallo spazio, ogni cinque giorni, gratis per la scienza e oggi finalmente accessibili anche a un privato cittadino.

Perché un albero diventa pericoloso (e perché spesso non te ne accorgi)

Un albero adulto pesa molto più di quanto immagini. Una quercia di trent'anni in un giardino di casa, fra fusto, branche e chioma, può pesare facilmente cinque o sei tonnellate. È una colonna verticale di acqua, legno e zucchero che ogni giorno deve sostenere il proprio peso e, soprattutto, deve sostenerlo quando il vento la spinge lateralmente. Un albero sano generalmente non cade. Cade quando una forza esterna — vento, neve, urto, scavo improvviso — incontra una struttura indebolita che non riesce più a opporsi.

La biomeccanica di un albero funziona più o meno come un cilindro d'acciaio. Il legno periferico, quello giovane e sano sotto la corteccia, è la parte che resiste alla trazione e alla flessione. Il legno interno più vecchio resiste più alla compressione. Il sistema radicale è il plinto di fondazione. Se uno qualsiasi di questi tre elementi cede, l'intero sistema può collassare. Ma un albero compromesso continua a fare le foglie. Reagisce, cerca di guarire, mette su nuovi tessuti per chiudere le ferite. È testardo, vuole vivere. E questa sua bellissima testardaggine ci inganna.

Tendiamo a confondere due cose che non sono affatto sinonimi: albero malato e albero pericoloso. Un albero può essere malato, con un'infezione fungina, un parassita, uno stress idrico, e restare meccanicamente solido per anni. Viceversa, un albero apparentemente in piena salute, con chioma fitta e fogliame verde, può nascondere al suo interno una carie che ha consumato quasi completamente il fusto. La salute fisiologica e la stabilità meccanica viaggiano su due binari separati, anche se si incrociano spesso.

Il problema vero è il fattore tempo. Un albero vive in tempi lunghi che non sono i nostri. Una carie che nel 2020 occupava il dieci per cento del fusto, nel 2026 può aver occupato il sessanta. Il proprietario, che vede l'albero ogni giorno, non si accorge del cambiamento perché è lento, continuo, senza scatti. È esattamente lo stesso fenomeno per cui non ti accorgi che tuo figlio è cresciuto, e poi un giorno lo vedi e arriva alla tua spalla. Solo che con un albero la mancata percezione del cambiamento può finire molto male.

I sette segnali visivi che ogni proprietario deve riconoscere

Esistono segnali macroscopici che chiunque, anche senza formazione tecnica, può imparare a riconoscere. Non sostituiscono una perizia, ma sono il primo livello di guardia. Quando ne vedi uno, non ti devi spaventare. Devi però sapere che è arrivato il momento di una valutazione professionale.

01
Inclinazione recente del fusto

Molti alberi sono naturalmente inclinati. Quello che conta è se questa inclinazione cambia nel tempo. Il modo migliore per saperlo è confrontare una foto di qualche anno fa con la situazione attuale, oppure mettere sull'asse neutro un inclinometro analogico e osservarlo nel tempo. Un'inclinazione che peggiora in pochi mesi è uno dei segnali più gravi che esistano, perché indica che l'apparato radicale sta cedendo: la pianta sta letteralmente perdendo la presa sul terreno.

02
Fessure o sollevamenti nel terreno alla base

Cammina attorno al colletto dell'albero, lentamente, e osserva la struttura nei primi metri dal colletto. Cerca fessure semicircolari nel terreno, zolle sollevate, terreno smosso, radici scoperte che prima non lo erano. Se il terreno si sta sollevando, le radici si stanno spezzando.

03
Carie, cavità e legno morbido nel tronco

Picchia il tronco con il manico di un cacciavite a varie altezze. Un suono compatto è un buon segno. Un suono sordo, vuoto, di tamburo, indica che dietro la corteccia il legno non c'è più, o è marcio. Una cavità visibile non è di per sé una condanna, ma è una soglia oltre la quale serve un professionista con strumenti adeguati.

04
Corpi fruttiferi di funghi della carie del legno

Se vedi mensole legnose attaccate al fusto o al colletto, o piccoli funghi che spuntano dalle radici affioranti, hai trovato i corpi fruttiferi di un agente di carie. Generi come Ganoderma, Fomes, Phellinus, Armillaria, Inonotus sono fra i più frequenti in giardino. La regola: un fungo trovato non significa albero spacciato, ma significa indagine immediata. Leggi la guida sui funghi della carie del legno negli alberi.

05
Rami secchi in posizioni critiche

Rami secchi nella parte alta della chioma sono spesso un segnale di sofferenza dell'apparato radicale: la pianta non riesce più a rifornire d'acqua le sue estremità e comincia a sacrificarle. Rami secchi che incombono su zone di passaggio vanno rimossi al più presto, indipendentemente dalla salute generale dell'albero.

06
Chioma sbilanciata o diradata in modo anomalo

Confronta la densità della chioma anno per anno. Se quest'anno vedi attraverso la chioma più cielo dell'anno scorso, qualcosa non va. Può essere un attacco parassitario, uno stress idrico, una compromissione radicale. Una chioma sbilanciata modifica anche la statica dell'albero, perché sposta il baricentro e aumenta il momento flettente sul fusto durante il vento.

07
Radici scoperte, troncate o danneggiate

Scavi recenti vicino all'albero? Una piscina nuova? Un tubo del gas posato l'anno scorso? Ogni intervento che ha toccato le radici nel raggio dell'«area di rispetto» (circa 12 volte il diametro del fusto) è un trauma silenzioso che si manifesterà tra due o tre anni. Non oggi.

Cosa non puoi vedere a occhio nudo (e perché conta)

Qui finisce il regno dell'osservazione visiva e comincia il regno di quello che, fino a poco tempo fa, semplicemente non si poteva sapere. Esistono almeno quattro tipologie di rischio che nessun occhio umano, per quanto esperto, può cogliere dall'esterno.

La prima è la carie interna invisibile. Una pianta colpita da un agente di carie xilofago può essere intaccata profondamente senza che la corteccia esterna mostri un solo segno. Il legno interno, ridotto a polvere o a una massa fibrosa molle, perde la sua capacità portante mentre l'albero, fuori, sembra in salute. Per misurare questa carie servono strumenti come la tomografia sonica, che usa onde sonore per ricostruire la sezione interna del tronco, o il dendropenetrometro, che inserisce un sottile ago e misura la resistenza del legno millimetro per millimetro.

La seconda è lo stress idrico precoce. Quando un albero comincia a soffrire la sete, la sua chioma reagisce molto prima che noi possiamo accorgercene. La quantità d'acqua nelle foglie cambia, e con essa la quantità di luce riflessa nell'infrarosso vicino. Da terra non vediamo nulla. Da centinaia di chilometri sopra le nostre teste, i satelliti dell'Agenzia Spaziale Europea sì. Ci torniamo fra poco.

La terza è la categoria delle anomalie metaboliche pre-sintomatiche. Un attacco di parassiti, un'infezione batterica, uno stress da inquinanti urbani lasciano una firma chimica e ottica nelle foglie diverse settimane, a volte mesi, prima che il danno sia evidente all'occhio. Anche qui, sono cose che il telerilevamento satellitare misura con indici come l'NDVI e l'NDMI.

La quarta è il cambiamento di inclinazione che avviene su scala temporale lunga. Un albero che si inclina di un grado all'anno per cinque anni si è inclinato di cinque gradi: invisibile a chi lo guarda ogni giorno, drammatico per chi confronta i dati.

La responsabilità civile in caso di caduta: cosa dice la legge italiana

Qui voglio essere onesto fino in fondo, perché è la parte che molti proprietari preferirebbero non sentirsi dire. La caduta di un albero che provoca danni a persone o cose ha conseguenze legali pesanti, e il quadro normativo italiano è molto più severo di quanto la maggior parte dei cittadini immagini.

L'articolo 2051 del Codice Civile stabilisce che «ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito». Un albero, per la giurisprudenza consolidata, è una «cosa in custodia» a tutti gli effetti. Significa che, se il tuo albero cade su un'auto, su un passante, sulla casa del vicino, la responsabilità è presunta a tuo carico. Sei tu che devi dimostrare il caso fortuito, cioè un evento eccezionale, imprevedibile, inevitabile — non il danneggiato che deve dimostrare la tua colpa.

E il «caso fortuito», in giurisprudenza, è interpretato molto restrittivamente. Un temporale forte ma annunciato dalle previsioni meteo non è caso fortuito. Un vento di 80 km/h, fastidioso ma assolutamente prevedibile per la nostra latitudine, non è caso fortuito. Anche un evento estremo come un downburst sta cominciando a non essere più considerato caso fortuito, perché i sistemi di monitoraggio meteorologico moderni li prevedono con qualche ora di anticipo. Sui downburst in particolare ho approfondito un caso reale: il downburst di Prato del 20 agosto 2025 sui Celtis australis, ricostruito con i dati satellitari.

Cosa costituisce, allora, una prova ragionevole di diligenza? Tre elementi, insieme: una perizia di stabilità documentata da un arboricoltore certificato, fatta con cadenza coerente con lo stato dell'albero; un archivio dei controlli con date, foto, eventuali interventi di potatura o consolidamento eseguiti; un sistema di sorveglianza fra una perizia e l'altra, anche solo fotografico, che dimostri che non hai ignorato la pianta per anni.

Quando uno di questi tre elementi manca, l'onere della prova diventa di fatto impossibile da assolvere, e la condanna civile è quasi automatica. Le sentenze degli ultimi anni sono coerenti su questo punto. Per approfondire ti rimando alla guida dedicata sulla responsabilità civile in caso di caduta di un albero.

Quanto costa una perizia di stabilità privata in Italia (con esempi)

Nessuno te lo dice mai chiaramente, allora lo faccio io. Una perizia di stabilità arborea in Italia costa fra i 200 e i 2.500 euro, a seconda della profondità dell'analisi. Esistono diversi livelli, e ognuno risponde a domande diverse.

Il primo livello è la VTA visiva — Visual Tree Assessment, il metodo introdotto da Claus Mattheck negli anni Novanta e oggi standard mondiale. È una valutazione basata sull'osservazione esperta dell'albero, sulla rilevazione di difetti visibili, sull'interpretazione della morfologia della chioma e del fusto. Costa indicativamente fra i 200 e i 500 euro per esemplare in giardino privato.

Il secondo livello è la VTA strumentale, che integra alla valutazione visiva esami strumentali mirati: tomografia sonica per misurare la presenza di carie interna, dendropenetrometria con resistografo, prove di trazione controllata (pulling test). Costa fra i 600 e i 1.500 euro per esemplare.

Il terzo livello è la simulazione FEM (Finite Element Method). Si costruisce un modello 3D dell'albero, lo si carica con dati reali raccolti sul campo e lo si sottopone a simulazioni di vento da otto direzioni diverse, calcolando il fattore di sicurezza meccanico. È il livello massimo della perizia moderna. Costa dai 2000 euro in su.

Sui costi più in dettaglio ho scritto una guida specifica sul costo di una perizia di stabilità per un albero privato, con esempi reali dei miei clienti.

Una nota critica: in Italia il mercato della perizia arborea soffre di troppi appalti al massimo ribasso. Una perizia di stabilità che costa quanto un pieno di benzina non è una perizia, è un pezzo di carta. Il professionista certificato (VETcert, ETT, ETW) non lo paghi solo per la firma: lo paghi per la responsabilità che si assume e per la metodologia con cui arriva al giudizio.

Quando il fai-da-te è sufficiente e quando serve un professionista

Esiste un livello base di sorveglianza che ogni proprietario di alberi può e deve fare in autonomia. Si chiama walk-around inspection, ed è semplicemente camminare attorno all'albero a una distanza di pochi metri, osservandolo da angolazioni diverse, almeno due volte all'anno. Una volta in primavera, quando la chioma si è appena formata e i difetti diventano visibili. Una volta in autunno, prima delle tempeste invernali.

Durante la walk-around inspection cerchi i segnali che ho descritto prima. Se non trovi nulla, scrivi nel tuo archivio la data e l'esito. Se trovi qualcosa, fai foto, annoti la posizione e cerchi un professionista. Esistono casi però in cui il fai-da-te non basta più: quando l'albero supera i quindici metri di altezza; quando si trova in una posizione di rischio elevato (sopra una strada, un parcheggio, una casa); quando ha più di sessant'anni; quando hai notato anche solo uno dei segnali principali.

Come scegli un professionista vero? La parola chiave è certificazione. In Europa il riferimento è VETcert (Veteran Tree Certification), le certificazioni ETT (European Tree Technician) ed ETW (European Tree Worker) rilasciate da EAC, mentre per la valutazione arboricolturale il riferimento nazionale è la SIA, Società Italiana di Arboricoltura.

Il monitoraggio satellitare: cos'è e perché cambia tutto per i privati

Adesso devo raccontarti la cosa che ha cambiato il nostro modo di lavorare negli ultimi cinque anni. I tuoi alberi, tutti gli alberi del mondo con una chioma sufficientemente grande, sono fotografati ogni cinque giorni da due satelliti europei in orbita a circa 786 chilometri d'altezza. Si chiamano Sentinel-2A e Sentinel-2B, fanno parte del programma Copernicus dell'Agenzia Spaziale Europea, e i loro dati sono aperti, gratuiti, accessibili a chiunque dal 2015.

Quello che i Sentinel-2 misurano, su un albero, non è semplicemente una fotografia. Misurano la quantità di luce solare che la chioma riflette in bande spettrali specifiche, e da quei valori si calcolano due indici che la fisiologia vegetale conosce da decenni. Il primo è l'NDVI (Normalized Difference Vegetation Index): quanta clorofilla sta lavorando, quanto attiva è la pianta. Il secondo è l'NDMI (Normalized Difference Moisture Index): quanto idratata è la pianta in quel momento.

Quando un albero comincia a soffrire, per stress idrico, parassiti, cedimento radicale, infezione fungina, la sua chioma cambia in modi che noi non vediamo ma che NDVI e NDMI registrano. E queste variazioni precedono di settimane, a volte di mesi, la comparsa di sintomi visibili. È un sismografo silenzioso che lavora ogni cinque giorni, anche quando sei in vacanza.

Esiste letteratura scientifica solida su questo. Il lavoro di Pause, Schweitzer et al. (2016) pubblicato su Remote Sensing ha sistematizzato come gli indici spettrali da Sentinel-2 anticipino l'osservazione dello stress in campo per molte specie temperate. Per il proprietario di un albero, la traduzione pratica è semplice: oggi è tecnicamente possibile sapere che un albero ha cominciato a soffrire prima che tu, guardandolo, ti accorga di qualcosa. Approfondisci nell'articolo dedicato al monitoraggio satellitare di un albero privato.

TreeGuard: cosa fa, quanto costa, a chi serve

Quello che fino al 2024 era accessibile solo ai grandi committenti pubblici, da poco è accessibile anche a un privato cittadino. Si chiama TreeGuard, è il modulo dell'ecosistema TreeTech che abbiamo sviluppato per le persone come te: chi ha un albero in giardino a cui tiene e vuole proteggerlo davvero.

TreeGuard funziona così. Tu inserisci la posizione esatta del tuo albero (cliccandolo su una mappa, o con le coordinate GPS) e il sistema scarica i dati da oggi fino al 2017, ricostruendo la storia vegetativa del tuo albero negli ultimi otto-nove anni. Poi comincia a monitorarlo in continuo, scaricando ogni cinque giorni il nuovo dato satellitare e confrontandolo con la sua linea base storica. Quando vede un'anomalia significativa ti manda una mail.

La mail non dice «il tuo albero sta morendo». Dice qualcosa di più utile: «il tuo albero ha mostrato uno scostamento di X% rispetto al suo comportamento medio degli ultimi cinque anni in questa stessa settimana». Sei tu, o l'arboricoltore che chiamerai, a decidere cosa farne. TreeGuard non sostituisce il professionista: ti dice quando serve davvero, e solo quando serve.

Un aspetto che mi piace è il sistema di matching: se ricevi un'allerta e non hai un arboricoltore di fiducia, la piattaforma ti suggerisce i professionisti certificati più vicini al tuo indirizzo. Questo è importante perché in Italia trovare un arboricoltore certificato vicino a casa è una delle difficoltà reali del settore.

A chi è davvero utile TreeGuard? A chi ha alberi a cui tiene particolarmente. A chi vive lontano dalla seconda casa e non può controllare il giardino settimanalmente. A chi ha un albero in posizione critica vicino alla casa o a una zona di passaggio. A chi vuole costruirsi nel tempo un archivio di sorveglianza documentata che, in caso di sinistro, dimostri la sua diligenza ex art. 2051.

Storie vere: tre alberi salvati dal monitoraggio satellitare

Le storie che seguono raccontano tre situazioni reali in cui il monitoraggio satellitare ha cambiato il finale. Una è un caso pubblico documentato, una è uno scenario operativo costruito su pattern che vediamo continuamente nella nostra pratica, una è frutto di ricerca scientifica pubblicata.

Caso 1 · Documentato

Prato, agosto 2024: i nove Celtis australis del downburst

Il 20 agosto 2025 un downburst colpì la zona urbana di Prato con raffiche stimate oltre i 130 km/h. Nove esemplari di Celtis australis riportarono danni gravi alla chioma e in qualche caso al fusto. Il patrimonio arboreo di Prato è uno dei più monitorati d'Italia: 32.092 alberi seguiti via satellite attraverso il nostro sistema TreeSOS. Nel confronto temporale dei dati Sentinel-2 si vide chiaramente la firma del downburst: una caduta improvvisa e localizzata di NDVI, esattamente sui nove esemplari colpiti, in mezzo a un pattern altrimenti normale del verde urbano.

La storia completa è nell'articolo dedicato al downburst di Prato sui Celtis australis. La lezione tecnica è che il monitoraggio satellitare permette di documentare immediatamente l'impatto di eventi estremi, e di programmare gli interventi con dati oggettivi.

Caso 2 · Scenario operativo

Quercia in proprietà privata friulana

Questo è un esempio operativo che deriva dalla nostra pratica in Friuli. Proprietà privata, parco di 8.000 metri quadrati, una Quercus robur di circa centodieci anni vicino alla strada di accesso. Il proprietario, abituato a guardarla ogni giorno, non aveva notato nulla. Dal pattern NDVI emergeva una flessione progressiva dell'attività fotosintetica, lieve ma sistematica, circa il quattro per cento in cinque anni. Per una quercia adulta è un campanello.

La VTA con tomografia sonica rilevò poi una carie da Armillaria mellea all'apparato radicale, ancora circoscritta. Si intervenne con consolidamento e inoculo di Trichoderma hazarium ceppo t22. L'albero è ancora lì. Senza i dati satellitari, l'arboricoltore sarebbe arrivato sul posto due o tre anni dopo, quando la chioma sarebbe cominciata a diradare visibilmente. Forse troppo tardi.

Caso 3 · Ricerca scientifica

Lo studio scientifico di riferimento

Lo studio di Pause, Schweitzer e colleghi pubblicato nel 2016 sulla rivista Remote Sensing ha dimostrato sperimentalmente come l'integrazione tra rilievo in situ e telerilevamento da Sentinel-2 permetta di identificare condizioni di stress in popolazioni forestali con un anticipo di settimane rispetto all'osservazione visiva. La differenza che Superalberi ha portato è stata di trasformare una metodologia accademica in un servizio quotidianamente utilizzabile dal singolo proprietario di un albero.

Domande frequenti del proprietario di alberi

Ogni quanto dovrei controllare il mio albero?
Una valutazione visiva annuale, idealmente in tarda primavera e una seconda in autunno, è il minimo per un albero adulto. Dopo eventi meteorologici importanti, venti superiori ai 70 km/h, nevicate eccezionali o gelate prolungate, va aggiunta un'ispezione straordinaria. Il monitoraggio satellitare consente di abbattere questi tempi: TreeGuard aggiorna lo stato vegetativo ogni cinque giorni e segnala anomalie prima che diventino visibili a occhio.
Il mio vicino ha un albero che mi preoccupa, cosa posso fare?
Si parte sempre dalla via amichevole: una comunicazione scritta con foto dei segnali che ti preoccupano. Se non risponde, una raccomandata o una PEC con richiesta formale di perizia documenta la tua diligenza. In ultima istanza esiste l'azione di denuncia di danno temuto ex art. 1172 c.c. Da arboricoltore consiglio sempre di partire dal dialogo: un proprietario informato sceglie quasi sempre la perizia, perché la responsabilità del bene pericoloso resta sua.
TreeGuard funziona anche per alberi piccoli?
TreeGuard sfrutta i satelliti Sentinel-2 dell'ESA, che hanno una risoluzione di 10 metri per pixel sulle bande del visibile e del vicino infrarosso. Funziona bene da chiome di almeno 6-7 metri di diametro, condizione tipica di un albero adulto. Su esemplari giovani o di taglia ridotta il segnale satellitare diventa rumoroso e va integrato con osservazione diretta.
Se faccio una perizia di stabilità sono coperto legalmente?
Una perizia documentata da un professionista certificato è la prova principale della tua diligenza ai sensi dell'art. 2051 c.c. Non azzera il rischio, ma sposta l'onere della prova: il danneggiato dovrà dimostrare che, nonostante la perizia, esisteva un pericolo riconoscibile. È la differenza tra essere un custode diligente e un custode negligente.
Il mio albero ha un fungo alla base. Devo abbatterlo?
Assolutamente no, non in automatico. Esistono funghi saprofiti che si nutrono solo di legno già morto e funghi parassiti che attaccano il legno vivo. La specie del fungo, la sua posizione e lo stato dell'apparato radicale cambiano completamente la valutazione. Servono identificazione tassonomica e, spesso, tomografia sonica per misurare quanto legno sano resta nel tronco. L'abbattimento preventivo è la scorciatoia di chi non vuole o non sa fare diagnosi.
Quanto costa davvero TreeGuard?
TreeGuard ha un trial gratuito di 30 giorni che ti permette di vedere lo storico vegetativo dei tuoi alberi a partire dal 2017. La sottoscrizione poi è mensile o annuale, modulata sul numero di alberi monitorati. Per un singolo esemplare di valore parliamo di una cifra inferiore al costo di un caffè al mese. Attivazione in due minuti su pay.al-beri.com.
Posso usare TreeGuard al posto della perizia?
No, e non è quello che proponiamo. TreeGuard è un sistema di allerta precoce: ti dice quando un albero merita un'occhiata seria, e in che momento. La perizia di stabilità con un arboricoltore certificato resta lo strumento legalmente riconosciuto per documentare la diligenza del custode. I due strumenti si integrano: il satellite filtra continuamente, il professionista interviene quando serve davvero.
Cosa succede se non faccio niente?
Civilisticamente, in caso di danno a persone o cose, il proprietario risponde ex art. 2051 c.c., con inversione dell'onere della prova a suo carico. Penalmente, se ci sono lesioni gravi o morte, si aprono i profili di colpa generica per omissione di cautela. Eticamente, un albero che cade quando avresti potuto sapere è una perdita doppia: della pianta, che spesso si sarebbe potuta salvare con un intervento tempestivo, e della fiducia di chi ci passa accanto ogni giorno.

Se vuoi cominciare a monitorare il tuo albero

TreeGuard è lo strumento che abbiamo costruito perché un singolo proprietario potesse fare quello che fino a poco fa era riservato ai grandi enti pubblici: tenere sotto osservazione satellitare i suoi alberi, ogni cinque giorni, in modo automatico, con una rete di arboricoltori certificati pronti a intervenire quando serve davvero.

I primi trenta giorni sono di prova gratuita. Servono per vedere lo storico vegetativo del tuo albero dal 2017 e capire se è uno strumento utile per te. Se lo è, resti. Se non lo è, esci. Attivazione in due minuti.

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Se sei un professionista o un'amministrazione

Questa guida è scritta per i proprietari privati. Se invece sei un arboricoltore o gestisci verde pubblico, abbiamo due guide dedicate: la guida tecnica al software per la perizia di stabilità degli alberi per i professionisti, e quella sulla gestione del patrimonio arboreo urbano per Comuni ed enti.

L'autore

Pietro Maroè è arboricoltore professionista, tree-climber e formatore. È il primo italiano certificato VETcert, board member della Società Italiana di Arboricoltura, e autore di due libri pubblicati da Rizzoli: La timidezza delle chiome (2017) e L'azzurro infinito degli alberi (2018). È founder e presidente di Superalberi S.r.l. a Tarcento (UD), e ha creato l'ecosistema software TreeTech che oggi monitora oltre 233.000 alberi via satellite in Italia e in Europa. Scopri di più su al-beri.com.

Articolo pubblicato il 11 maggio 2026 · Ultima modifica: 11 maggio 2026