Software per perizia stabilità albero:
la guida tecnica 2026
In quindici anni di valutazioni ho riempito blocchi di carta, excel, form e usato decine di programmi diversi per perfezionare il mio lavoro. Quelle vecchie schede dove segnavi a mano la posizione dei difetti, segnavi la classe di propensione al cedimento con una crocetta, scattavi le foto che poi inserivi con fatica in ufficio nei file word. Tornavi in ufficio la sera e ricopiavi tutto sul gestionale del computer. Tre volte gli stessi dati: in campo, in macchina, in ufficio. Tre occasioni di errore. Tre serate perse. Sono onesto: per anni ho creduto che fosse l'unico modo di fare le cose seriamente. Mi sbagliavo.
Quello che è cambiato negli ultimi cinque anni non è solo la velocità di trascrizione. È cambiato il rapporto fra il rilievo in campo, l'analisi strumentale e il giudizio finale. Il VTA cartaceo era un mosaico di pezzi separati che il perito teneva insieme con la memoria e con il quaderno. Il VTA digitale moderno è un tessuto continuo dove la valutazione visiva, la tomografia, il pulling test e il dato satellitare conversano fra loro nella stessa pagina, sullo stesso albero, nello stesso istante: è un cambio di metodo.
Questa guida è scritta per arboricoltori, agronomi, dottori forestali e tecnici del verde che fanno perizie di stabilità per mestiere e che si chiedono, giustamente, cosa cercare in un software professionale. Cito quello che facciamo noi con AIS, ma cerco prima di tutto di rispondere a una domanda più importante: quali sono i requisiti minimi di un software di nuova generazione, indipendentemente da chi lo vende. Poi vedremo come AIS soddisfa quei requisiti.
Lo stato dell'arte della perizia di stabilità in Italia nel 2026
L'arboricoltura italiana è un settore piccolo ma con identità forte. Stime conservative della Società Italiana di Arboricoltura indicano qualche migliaio di professionisti certificati attivi sul territorio nazionale, fra ETW, ETT, VETcert, agronomi e dottori forestali, agrotecnici e periti agrari che lavorano sul verde. Quello che è certo è che la domanda di perizie di stabilità è cresciuta in modo significativo negli ultimi cinque anni, spinta da tre fattori convergenti.
Il primo è l'evoluzione della giurisprudenza. Le sentenze sull'art. 2051 c.c. applicate alle cadute di alberi hanno reso più stringente l'onere di prova della custodia diligente. Il secondo è il cambiamento climatico: eventi meteorologici estremi, downburst, ondate di siccità prolungate hanno reso più frequenti i casi critici. Il terzo è la maggior consapevolezza ambientale, unita alla diffuzione offerta dai social: oggi si abbatte meno e si conserva di più, ma per conservare bisogna sapere se l'albero è sicuro.
Il mercato del software italiano per la perizia, invece, è rimasto fermo a lungo. Per anni l'unica scelta concreta era fra un gestionale generico, magari ben fatto, ma in Excel, e qualche soluzione internazionale tradotta male. Solo recentemente sono comparse alternative pensate per l'arboricoltura italiana. Sulla differenza fra l'approccio cartaceo e quello digitale ho dedicato una guida specifica al VTA digitale.
Dal VTA tradizionale al VTA digitale: cosa è cambiato
Il Visual Tree Assessment è il metodo introdotto da Claus Mattheck negli anni Novanta. L'idea base è elegantissima: l'albero comunica i propri difetti attraverso la propria morfologia. È metodo bellissimo, anche poetico, ma con tre limiti strutturali che il cartaceo amplifica.
Il primo limite è l'archiviazione. Una scheda VTA è un fotogramma: vive nel raccoglitore del professionista, raramente è condivisibile, perde il suo valore con il tempo. Il secondo limite è la tracciabilità: in caso di controversia il dato deve poter essere ricostruito senza ombre. Il terzo limite è l'integrazione strumentale: il VTA non dialoga con il tomografo, con il pulling test, con il satellite.
La vera digitalizzazione del VTA significa che ogni difetto inserito è archiviato in un database strutturato, che la storia dell'albero è una serie temporale continua, che i dati strumentali entrano automaticamente e se ne conserva la serie storica. È la differenza fra avere quaranta cartelle di documenti e avere un sistema che ti dice «questo esemplare ha avuto una perdita di NDVI del 7% negli ultimi due anni e una carie da Ganoderma diagnosticata a giugno 2024» in due click.
I due protocolli ufficiali in Italia: SIA e Areté®
In Italia la valutazione visiva di stabilità si esegue secondo due protocolli principali, entrambi riconosciuti e diffusi, ognuno con la propria filosofia e il proprio ambito di applicazione prevalente.
Il protocollo SIA, sviluppato dalla Società Italiana di Arboricoltura, è storicamente il più diffuso. Si articola su una scheda che porta alla classificazione finale in classi di propensione al cedimento (la CPC) che vanno dalla A (trascurabile propensione al cedimento) alla D (estrema propensione al cedimento). Per un approfondimento dedicato ti rimando alla guida sulla CPC e la classe di propensione al cedimento.
Il Protocollo Areté® è statao sviluppato in tempi più recenti dal gruppo Arborete® (protocolloarete.com) e rappresenta un'alternativa metodologica solida e crescentemente diffusa. La sua firma è la matrice di rischio BIP (Bersaglio × Impulso × Pericolo) che integra esplicitamente non solo la propensione al cedimento ma anche l'esposizione del bersaglio e l'intensità dell'impulso scatenante.
I due protocolli non sono in competizione, sono complementari. Alcuni Comuni sono storicamente legati alla scheda SIA; altri richiedono il Protocollo Areté®. Il professionista che lavora con clientela mista deve poter usare entrambi senza dover cambiare software a metà settimana.
Limiti dei software esistenti sul mercato
Il primo problema è il monoprotocollo. La maggior parte dei software è pensata per le Pubbòliche Amministrazioni, per SIA o per l'Areté, raramente per entrambi. Il professionista si trova a gestire due flussi paralleli con archiviazione doppia e nessuna comunicazione fra i due.
Il secondo problema è la scollatura fra valutazione visiva e analisi strumentale. Molti software gestiscono bene la scheda VTA, ma quando arriva il pulling test o la tomografia richiedono di esportare un CSV, aprire un altro software, fare un report a parte, per importare alla fine solo un immagine o un grafico
Il terzo problema è l'assenza di pre-screening. Nessuno dei software tradizionali integra dati satellitari nella valutazione, anche se i Sentinel-2 sono operativi dal 2017 e rappresentano un'informazione che il software professionale dovrebbe portare in dote.
Il quarto problema è l'import nativo della strumentazione. PiCUS produce file .pit in formato proprietario. Fakopp ha i suoi formati. IML idem. Se un professionista usa strumenti diversi deve costruire il report con strumenti diversi.
Cosa deve fare un software di nuova generazione
Possibilità di passare dall'uno all'altro senza esportare e reimportare dati. Stesso esemplare, due viste protocollari diverse, stesso archivio.
Coordinate GPS catturate dal tablet in campo, con vista delle informazioni più importati direttamente in mappa e facilità di correzione delle posizioni direttamente in campo.
PiCUS .pit, TreeQinetic, Fakopp pulling test, ArborSonic3D Fakopp, IML Resi PowerDrill, RINNTECH Resistograph. Senza intermediari CSV.
Database delle proprietà meccaniche delle principali specie arboree del bacino mediterraneo, calibrabile con i dati di pulling test reali e con i dati di tomografia.
Pre-screening del patrimonio in carico e supporto interpretativo per i casi dubbi. Il satellite non sostituisce il perito ma lo focalizza.
Output PDF compatibili con i formati SIA e Areté® richiesti dai committenti pubblici, uso offline in campo con sincronizzazione automatica.
Fitos: la valutazione visiva con protocollo SIA e CPC suggerita automaticamente
Fitos è il modulo di AIS dedicato alla valutazione visiva secondo il protocollo SIA. Accessibile sia da desktop sia da tablet, copre l'intero flusso della scheda VTA: anagrafica dell'esemplare, dati biometrici, rilevazione dei difetti, classificazione finale.
La caratteristica più distintiva di Fitos è il suggerimento automatico della CPC. Mentre inserisci i difetti rilevati, il sistema valuta la combinazione e ti propone la classe di propensione al cedimento più coerente con il quadro complessivo. Ti propone. Il giudizio finale resta del perito, che può confermare, modificare, motivare nello spazio note la scelta diversa. Il valore non è sostituire il professionista: è ridurre la variabilità di classificazione fra periti diversi sullo stesso quadro di difetti.
L'algoritmo è stato costruito a partire dall'analisi di migliaia di schede VTA reali, con particolare attenzione alle Linee Guida dei Direttori e Tecnici dei Pubblici Giardini.
Fitos è incluso automaticamente in qualunque piano AIS. Non è un componente da acquistare separatamente. I dati che inserisci in Fitos sono immediatamente visibili in Areté e nei moduli di analisi strumentale.
Areté: la digitalizzazione ufficiale del Protocollo Areté®
Areté è il modulo di AIS dedicato al Protocollo Areté® di Arborete®. Il Protocollo Areté® è proprietà di Arborete® ed è il metodo originale di valutazione del rischio sviluppato in ambito italiano. Quello che Superalberi ha fatto, con autorizzazione esplicita di Arborete®, è la digitalizzazione operativa del protocollo.
Il modulo gestisce la matrice di rischio BIP (Bersaglio, Impulso e Pericolo). La valutazione del bersaglio integra la frequentazione del sito e la natura dell'esposizione. L'impulso considera le masse critiche. Il pericolo aggrega le condizioni intrinseche dell'albero: difetti, carie, condizioni radicali, stato vegetativo.
L'export PDF avviene sul template ufficiale Areté®, pronto per la consegna al committente. Anche Areté è incluso in qualunque piano AIS, senza costi aggiuntivi.
Integrazione strumentazione: PiCUS, IML, Fakopp, RINNTECH
La strumentazione standard dell'arboricoltura italiana è prodotta principalmente da quattro produttori: IML con la linea PiCUS (Sonic Tomogram, TreeQinetic, Resi PowerDrill); Fakopp Enterprise con ArborSonic3D; RINNTECH con il Resistograph. AIS importa nativamente i formati proprietari di tutti.
Per il pulling test, il modulo importa i file di PiCUS TreeQinetic e i dati di Fakopp DynaTree. Il perito che ha appena eseguito una prova in campo apre AIS, fa upload del file, e in pochi secondi ha la curva carico-deformazione visualizzata e il fattore di sicurezza già pronto per il report.
Per la tomografia sonica, AIS legge direttamente i file .pit di PiCUS Sonic Tomogram e i dati ArborSonic3D di Fakopp. Il rendering avviene con un motore di interpolazione SOT — Single Order Triangulation con griglia esagonale e IDW — fedele al rendering originale del produttore, e include il calcolo automatico dell'area di legno sano e l'individuazione dell'asse più debole, oltre al fattore di sicurezza al vento di progetto.
Per la resistografia, AIS importa i profili IML Resi PowerDrill® e i tracciati RINNTECH Resistograph®, con visualizzazione delle curve di resistenza e possibilità di sovrapporle direttamente con le tomografie. Ne ho parlato in dettaglio nella guida sull'integrazione digitale fra pulling test e tomografia sonica.
Simulazione FEM applicata agli alberi: principi e limiti
Il metodo agli elementi finiti applicato a un albero è elegante e insidioso allo stesso tempo. Elegante, perché permette di rispondere a domande che nessun altro strumento risponde: cosa succede se questo Quercus robur viene sollecitato da un vento di 110 km/h da sud-ovest, sapendo che ha una carie del 35% nel terzo inferiore del fusto?. Insidioso, perché un modello FEM è buono quanto i dati che gli dai in pasto.
Il modulo TreeFEM di AIS si basa su rilievi di nuvole di punti acquisite con altri strumenti (Lidar, fotogrammetria). Le proprietà meccaniche del legno sono recuperate da un database interno che copre oltre duecento specie arboree, con valori reali di modulo elastico (MOE), resistenza a flessione e densità basale.
I limiti del FEM applicato agli alberi vanno detti con onestà. Il legno è un materiale anisotropo, eterogeneo, vivo. La carie interna non è uniforme. La chioma reagisce dinamicamente al vento. Per tutti questi motivi, la simulazione FEM è uno strumento di supporto al giudizio del perito, non un sostituto.
Risk matrix: rischio biomeccanico × esposizione (traffico, target)
Un esemplare in classe C in mezzo a un bosco lontano da sentieri è un rischio molto diverso da uno stesso esemplare classificato C in un parcheggio scolastico. Per questo AIS include un modulo Traffic Risk che integra dati di traffico veicolare e pedonale, fornendo al perito un riferimento relativo all'intensità della fruizione, già suddivisa nelle classi di bersaglio di Aretè.
Per un Comune che gestisce diecimila alberi con un budget annuo limitato, questa matrice è lo strumento di prioritizzazione operativa: permette di rispondere alla domanda decisiva — se posso intervenire solo su cento alberi quest'anno, quali sono i cento giusti? Sul fattore di sicurezza meccanico ho dedicato una guida tecnica al fattore di sicurezza degli alberi: calcolo e interpretazione.
Il valore del monitoraggio satellitare come pre-screening
I satelliti Sentinel-2 dell'Agenzia Spaziale Europea coprono ogni punto della terra mediamente ogni cinque giorni con tredici bande spettrali, con risoluzione spaziale di dieci metri sulle bande principali. Dati aperti, scaricabili gratuitamente per chiunque dal 2015. Quello che cambia per il professionista è la possibilità di sapere — prima di andare sul posto — quali alberi mostrano segnali di stress vegetativo.
Il modulo TreeSOS integrato in AIS gestisce questo flusso. Carica gli esemplari del professionista, estrae i dati Sentinel-2 storici dal 2017 al presente, calcola gli indici NDVI e NDMI, applica un modello AI addestrato su oltre 100.000 alberi per la classificazione automatica di esemplari critici. La precisione del modello sulla classificazione di esemplari critici è del 99,1%, con un richiamo di circa 85% sui critici reali.
Lo stesso motore tecnologico — TreeSOS — alimenta anche il prodotto TreeGuard, dedicato ai proprietari privati. Per il professionista, però, TreeSOS dentro AIS è uno strumento del proprio workflow. Approfondisci nella guida sul monitoraggio satellitare degli alberi urbani.
AIS — anatomia del SaaS unico che integra Fitos, Areté e l'analisi strumentale
AIS è un SaaS unico — una sola sottoscrizione, un solo accesso, un solo archivio — che integra tre layer principali del workflow peritale.
Il layer di valutazione visiva è coperto da Fitos (protocollo SIA con CPC suggerita automaticamente) e da Areté (Protocollo Areté® digitalizzato). Entrambi sono inclusi automaticamente nella sottoscrizione AIS e condividono i dati anagrafici degli esemplari: ciò che inserisci in Fitos è visibile in Areté e viceversa, senza re-inserimenti.
Il layer di analisi strumentale raccoglie sette moduli interni: Safety Factor, Pulling Test (import PiCUS TreeQinetic e Fakopp DynaTree), Tomography (import PiCUS Sonic Tomogram e ArborSonic3D Fakopp), Resistograph (import IML e RINNTECH), TreeFEM (database 200+ specie), TreeSOS (satellite Sentinel-2 con AI), Traffic Risk (dati esposizione e prioritizzazione).
Il layer di output e archiviazione produce report nei formati standard SIA e Areté®, archivia la storia completa di ogni esemplare, supporta esportazioni verso GIS comunali e mantiene un audit log completo per la tracciabilità peritale.
Una sola sottoscrizione apre tutto questo. Non esistono moduli da comprare separatamente. La filosofia è quella di un workflow integrato pensato per il professionista che fa perizie come mestiere quotidiano.
Caso studio: una perizia complessa dall'inizio alla fine
Una Quercus robur monumentale di circa centoventi anni in un parco pubblico, esposta a un parcheggio scolastico frequentato. L'esemplare è in carico al Comune e gestito da un arboricoltore consulente esterno con sottoscrizione AIS.
TreeSOS rileva un'anomalia
Il modulo TreeSOS rileva sull'esemplare un calo di NDMI del 9% rispetto alla baseline storica 2019-2024, persistente per le ultime quattro acquisizioni Sentinel-2 (venti giorni). L'AI segnala l'esemplare come «da approfondire» e invia notifica al professionista.
Fitos in campo, poi PiCUS al colletto
L'arboricoltore va sul posto, apre Fitos sul tablet, riconosce l'esemplare già anagrafato dal sistema (georeferenziato), rileva i difetti visibili: una vecchia ferita da decespugliatore degenerata in carie al colletto, due rami secchi, un sospetto rigonfiamento alla base. Fitos suggerisce CPC C. Il professionista approfondisce con tomografia sonica PiCUS: emerge una carie centrale che occupa il 38% dell'area, con asse debole in direzione sud-ovest.
Conferma strumentale e simulazione
Il pulling test in direzione perpendicolare all'asse debole produce un fattore di sicurezza basale di 1.18 — inferiore alla soglia di 1.5. La simulazione TreeFEM calibrata sui dati reali conferma il quadro: stress superiori al limite di rottura già a venti di 95 km/h da sud-ovest, statisticamente attesi in zona almeno una volta nei prossimi cinque anni.
Safety Factor, Traffic Risk, consegna
Il modulo Safety Factor integra tutti i dati in un giudizio complessivo. Il modulo Traffic Risk evidenzia il parcheggio scolastico con presenza media di trenta veicoli e quaranta persone in orari di punta. Il professionista esporta il report secondo lo standard SIA del Comune, prescrive riduzione mirata della chioma e monitoraggio satellitare continuo via TreeSOS. Dalla perizia all'alert iniziale alla consegna del PDF firmato: due giornate di lavoro effettivo. Con il VTA tradizionale: almeno una settimana.
Compatibilità certificazioni e standard ISA/SIA
Le certificazioni europee (ETT,ETW,VetCert) sono uno schema di certificazione europeo riconosciuto per le competenze di valutazione e cura degli alberi.
AIS non è una certificazione, è uno strumento. Le certificazioni riguardano la competenza, la responsabilità e la firma del professionista. Quello che AIS fa è fornire al professionista il workflow operativo coerente con la metodologia delle certificazioni: tracciabilità completa, protocolli ufficiali, dati strumentali integrati, output documentato. Per approfondire: guida al VTA digitale e al censimento alberi via software.
FAQ per arboricoltori
Qual è la differenza fra AIS, Fitos e Areté?
AIS importa nativamente i dati da PiCUS, Fakopp e RINNTECH?
Posso usare AIS per il protocollo SIA o solo per Areté?
Quanto costa AIS?
I report generati da AIS sono validi a livello legale?
TreeSOS è incluso in AIS o è un prodotto separato?
Posso lavorare in mobilità con AIS, anche senza connessione?
Se vuoi provare AIS sul tuo prossimo cantiere
AIS apre con un trial gratuito di trenta giorni. Bastano due minuti per attivarlo, e in quei trenta giorni hai accesso a tutto: Fitos per il protocollo SIA con CPC suggerita, Areté per il Protocollo Areté®, e i moduli di analisi strumentale (Safety Factor, Pulling Test, Tomography, Resistograph, TreeFEM, TreeSOS, Traffic Risk). Una sola sottoscrizione, tutto il workflow.
Se sei un arboricoltore certificato, un agronomo o un forestale che fa perizie come mestiere, è lo strumento che avrei voluto trovare io dieci anni fa.
Attiva il trial gratuito di 30 giorni → Per dettagli tecnici visita al-beri.com o le pagine di Fitos e Areté.Le altre due guide pillar
Questa guida è scritta per i professionisti. Se sei un proprietario privato con alberi in giardino, leggi la guida su come capire se il tuo albero è pericoloso. Se gestisci verde urbano per una Pubblica Amministrazione, leggi la guida sulla gestione del patrimonio arboreo urbano.