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Pulling test tomografia integrazione: il workflow che cambia il lavoro

Pulling test tomografia integrazione: il workflow che cambia il lavoro — guida pratica di Pietro Maroè
Pulling test tomografia integrazione: il workflow che cambia il lavoro — guida pratica di Pietro Maroè

Quando un albero richiede sia tomografia che pulling test, capita ancora oggi che i due rapporti escano su due PDF diversi, prodotti da due software diversi, con due geometrie della chioma misurate due volte. Il risultato è che mezz'ora del tuo lavoro va in trascrizioni e l'altra mezza in conciliazione di dati che dovrebbero essere identici. In AIS abbiamo affrontato questo problema da subito: la tomografia, il pulling test, il resistografo, il FEM, hanno tutti accesso a una stessa scheda albero. Una geometria, una direzione di tiro, una sovrapposizione di risultati. Provo a spiegarti come funziona.

Il problema della doppia misurazione

In un workflow tradizionale, per un pulling test fatto bene devi:

  1. Misurare l'altezza dell'albero, l'ampiezza della chioma in 4-8 direzioni, l'altezza di inserzione del cavo.
  2. Scontornare manualmente la chioma da una foto frontale per stimare l'area esposta al vento (le famose curve di scontorno per il calcolo della forza vento).
  3. Riportare tutti questi numeri nel software del pulling test (es. quello PiCUS TreeQinetic).

Per la tomografia, prima di iniziare hai già misurato la circonferenza alla quota di sezione, la profondità della parete da test ipotizzata, ecc. Se anche pulling e tomo si fanno nella stessa giornata, tutte queste misure si rifanno perché i due sistemi non si parlano.

Una sola scheda, dati condivisi

AIS rovescia l'approccio. Quando apri la scheda dell'albero, l'anagrafica botanica, la geolocalizzazione, le dimensioni misurate in VTA, le foto della chioma, sono già lì. Quando inizi una tomografia, il sistema sa già che quell'albero è una Quercus robur di 22 m di altezza, con chioma di 14 m di diametro medio, circonferenza al colletto di 320 cm. Quando passi al pulling test, le stesse misure sono pre-caricate. Niente più trascrizioni a mano.

Lo scontorno della chioma: dal foglio al click

Lo scontorno della chioma è il passaggio in cui si traccia il perimetro della chioma su una foto frontale (sometimes su due foto: frontale e laterale) per calcolare l'area esposta al vento. Il valore di area esposta è cruciale per il calcolo della forza vento di progetto, che a sua volta entra nel calcolo del fattore di sicurezza del pulling test.

Nel workflow tradizionale è un lavoro spesso fatto a mano: stampa della foto, tracciatura con pennarello, calcolo dell'area con metodi grafici, riporto del numero nel software. In AIS lo fai dentro l'app: scatti la foto frontale della chioma (con un riferimento di scala — la mira topografica che hai con te), tracci il perimetro con il dito o il pennino sul tablet, il sistema calcola l'area in tempo reale. Lo scontorno è georeferenziato sull'albero specifico e resta in archivio per le perizie future.

Direzione di tiro: la mappa è dentro al pulling test

Per il pulling test serve sapere da dove tirerai. Direzione e altezza del punto di trazione determinano l'orientamento del momento applicato all'albero, e quindi quale settore del colletto/tronco viene davvero sollecitato. Nel workflow tradizionale è informazione cartacea, separata dal resto.

In AIS, la direzione di tiro è una freccia che disegni sulla mappa dell'albero, dentro la scheda. Il sistema calcola automaticamente:

  • L'angolo del vettore di trazione rispetto al nord geografico (importante quando incroci con i venti dominanti della zona).
  • Il quadrante del colletto che riceve la massima sollecitazione.
  • L'allineamento con eventuali difetti già registrati in VTA (se hai una cavità sul lato nord-ovest, il sistema ti avvisa se la tua direzione di tiro è sud-est, cioè se stai sollecitando il legno sano).

Sovrapposizione tomografia + resistografo

La tomografia sonica produce una mappa colorata della sezione, ma è una stima inferenziale basata sui tempi di propagazione acustica. La resistografia produce un dato puntuale ma estremamente preciso: la curva di resistenza alla perforazione lungo un determinato raggio del tronco. I due strumenti sono complementari, e in molte perizie complesse si fanno entrambi.

AIS sovrappone le tracce resistografiche sopra la mappa tomografica in modo geometricamente coerente: indichi il punto di partenza e l'angolo della perforazione resistografica, e il sistema disegna la traccia sulla tomografia. Il confronto è immediato: se la tomografia stimava una carie a 18 cm di profondità e la resistografia conferma il calo di resistenza a 17,5 cm, hai validazione incrociata. Se invece i due strumenti disaccordano, sai esattamente dove andare a guardare con più attenzione.

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Strumentazione integrata, non strumenti separati

Tomografia, pulling test, resistografo e FEM lavorano sulla stessa scheda albero. Niente più doppie misurazioni, niente più trascrizioni, niente più PDF separati. Trenta giorni di prova gratuita.

Sistema agnostico: che strumentazione hai, quella usi

Una cosa importante che voglio dire chiaramente: AIS è agnostico rispetto alla strumentazione fisica che usi. Non ti vendiamo i sensori, non siamo legati a un fornitore di hardware. Importi i dati grezzi dei tuoi strumenti — PiCUS Q83, ArborSonic3D, IML-RESI per i resistografi, PiCUS TreeQinetic per il pulling — e AIS li elabora.

I formati di import oggi supportati nativamente:

  • Pulling test: file .pul Fakopp (la conversione kgf→kN è gestita automaticamente con coefficienti corretti).
  • Tomografia: file .pit PiCUS, e PNG generati dai sistemi ArborSonic3D.
  • Resistografo: formati nativi IML / RINNTECH.

Questo significa che se domani comprerai uno strumento di un'altra marca, lo userai con AIS senza problemi. La tua scelta hardware resta libera.

Output: un solo rapporto, una sola firma

Alla fine della giornata di lavoro su un albero in cui hai fatto VTA + tomografia + pulling, AIS genera un PDF unico con: copertina, dati anagrafici, VTA con CPC, mappa tomografica con sovrapposizione resistografica, dati pulling con fattori di sicurezza calcolati, conclusioni tecniche, prescrizioni di intervento, firma digitale, marca temporale.

È un documento omogeneo, archiviabile, allegabile a una causa, esportabile in GIS. È quello che un cliente serio e una controparte legale si aspettano oggi dalla tua professionalità.

Approfondisci

Per il quadro completo dell'ecosistema AIS leggi Software per la perizia di stabilità degli alberi. Per il dettaglio sul software VTA digitalizzato c'è Software VTA. Per la teoria del fattore di sicurezza calcolato sopra a questi dati, vedi Fattore di sicurezza: calcolo.

Domande frequenti

Devo cambiare la mia strumentazione PiCUS per usare AIS?
No. AIS è agnostico rispetto all'hardware: importa file .pit dei PiCUS, file .pul dei TreeQinetic Fakopp, formati IML e altri. Continui a usare i tuoi strumenti, AIS si occupa dell'integrazione dati e dei calcoli ad essi associati. Niente lock-in hardware.
Come funziona lo scontorno della chioma sull'app?
Scatti una foto frontale della chioma (con un riferimento di scala visibile: una mira topografica, una persona, o un riferimento misurato). Sull'app traccia il perimetro della chioma con il dito o lo stilo. Il sistema calcola l'area in tempo reale e la riporta automaticamente nei calcoli del pulling test. Per una seconda direzione (laterale), ripeti l'operazione. Lo scontorno resta in archivio per i futuri controlli.
Sovrapporre resistografi su tomografia: come si allinea geometricamente?
Quando registri la traccia resistografica indichi il punto di ingresso sulla circonferenza del tronco (mappato come ora dell'orologio sulla mappa tomografica) e l'angolo di perforazione rispetto al raggio. AIS disegna la traccia in scala sulla mappa tomografica. Se la perforazione è obliqua (caso più tecnico, ma frequente), inserisci anche l'angolo verticale e il sistema gestisce la proiezione.
Il calcolo del fattore di sicurezza dal pulling test è automatico?
Sì, ma sempre con possibilità di intervento manuale. AIS applica le formule standard (es. il modello SIM di Brudi-Wessolly) usando i dati che hai inserito: geometria della chioma, direzione del tiro, deformazioni misurate, parametri biomeccanici della specie. Il risultato è un numero (fattore di sicurezza). Puoi modificare i parametri se la specie ha caratteristiche particolari documentate, e il sistema tiene traccia delle modifiche per la relazione finale.
I dati raccolti restano miei?
Sì. I dati raccolti in AIS sono tuoi e restano tuoi. Puoi esportarli in qualunque momento in formati standard (PDF per i rapporti, GIS shapefile / GeoJSON per le mappe, CSV per i dati tabulari). Anche se domani scegliessi di non rinnovare l'abbonamento, l'export completo è garantito.

L'autore

Pietro Maroè è arboricoltore professionista, tree-climber e formatore. È il primo italiano certificato VETcert, board member della Società Italiana di Arboricoltura, e autore di due libri pubblicati da Rizzoli: La timidezza delle chiome (2017) e L'azzurro infinito degli alberi (2018). È founder e presidente di Superalberi S.r.l. a Tarcento (UD), e ha creato l'ecosistema software TreeTech che oggi monitora oltre 233.000 alberi via satellite in Italia e in Europa. Scopri di più su al-beri.com.

Articolo pubblicato il 23 maggio 2026 · Ultima modifica: 23 maggio 2026